con Violante Placido e con Fondazione Orchestra Luciano Pavarotti
Nel minuto che precede la fine della sua vita, il tempo si dilata fino a diventare materia scenica. Marilyn rimane sospesa in un istante che si frantuma, si mol plica, si trasforma. In questo spazio liminale icona e persona si sovrappongono fino a diventare indis nguibili, al punto da confondere in modo quasi imperce bile il linguaggio tra spontaneità e citazione. Non si tra a di racconto, ma presenza: un corpo che a raversa memoria, musica e immaginario colle vo per rimanere, una volta e per sempre, obie vo di ogni sguardo. L’opera si realizza alternando spontaneamente i suoi più grandi successi a numeri originali di teatro musicale, mediante i quali si sviluppano le dinamiche emo ve a raverso un tessuto che intreccia fascino, icona e vita vera.