con Marit Nissen e Francesco Carnevale
Al centro della scena c’è un letto che rappresenta la prigionia e l’isolamento della donna in scena, Marlene Dietrich. Marlene, circondata da oggetti come telefoni, riviste e champagne, è costretta a rimanere nel letto, confrontandosi con la sua solitudine e vulnerabilità.
Alterna momenti di lotta con il presente a attimi in cui riemerge la Marlene di un tempo, cantando e preparando concerti. Una figura giovane, un fan che si finge infermiere, la sostiene e ha una missione da compiere. Marlene Dietrich, icona di indipendenza, ha sfidato gli stereotipi di genere e rifiutato il ruolo di “donna e madre ideale”.
Ha anche affrontato le convenzioni di Hollywood, fotografandosi con sua figlia e rifiutando l’invito di Hitler per tornare in Germania, sostenendo invece le truppe americane. Lo spettacolo esplora il coraggio di Marlene e le sue scelte che l’hanno resa un’icona duratura.
Si concentra sulla sua vita finale, affrontando temi di vecchiaia e decadimento, mentre celebra il suo impatto sulla cultura e sull’emancipazione femminile.